Corte Suprema: CRIF ha raccolto illegalmente i dati di milioni di persone in Austria. Via libera all’azione collettiva!

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Credit Scoring
 /  01 September 2026

Nel giugno 2026, noyb ha presentato un ricorso inibitorio contro le pratiche illegali di raccolta dati dell’agenzia austriaca di informazioni creditizie CRIF. In diversi casi non correlati, la Corte Suprema (OGH) si è ora pronunciata a favore di noyb: l’attuale pratica di CRIF di raccogliere dati da editori di indirizzi viola il principio del «limite di finalità» previsto dal GDPR. Ciò significa che una delle principali accuse mosse da noybè stata confermata dalla massima autorità giudiziaria ancora prima della prima udienza. Di conseguenza, le prospettive di successo della nostra azione collettiva contro CRIF sono ulteriormente migliorate.

data exchange
  • Sentenze della Corte Suprema austriaca: (1), (2), (3)

Non è consentito il cambiamento di finalità. Il principio di limitazione delle finalità (articolo 5, paragrafo 1, lettera b) del GDPR) vieta in generale alle aziende di riutilizzare i dati trattati per una determinata finalità per altre finalità. Ad esempio, i dati destinati alla pubblicità postale («marketing diretto») non possono essere semplicemente utilizzati per valutazioni di solvibilità.

Marco Blocher, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: «Il marketing e le valutazioni del merito creditizio sono finalità del tutto diverse, con implicazioni completamente diverse per gli interessati. Ciononostante, da anni i broker di indirizzi vendono i dati di milioni di interessati alle agenzie di valutazione del merito creditizio senza subire alcuna conseguenza.”

Una controversia legale che dura da diversi anni. noyb aveva quindi già presentato un denuncia presso l’Autorità per la protezione dei dati (DPA) contro l’emittente di indirizzi AZ Direct e contro CRIF nel marzo 2021, al fine di porre fine allo scambio di dati tra le due società.

In tal modo, noyb ha ha ottenuto ragione sia dinanzi all’Autorità per la protezione dei dati che al Tribunale amministrativo federale. Tuttavia, CRIF e AZ Direct si sono rifiutate di ottemperare alle decisioni relative alla limitazione dell’utilizzo dei dati e hanno già subito un’azione civile da parte di noyb in passato. CRIF ha inoltre deciso di procedere con il suddetto procedimento inibitorio nell’interesse collettivo dei consumatori, sebbene le prospettive per l’agenzia di informazioni creditizie fossero già estremamente cupe a quel punto.

La Corte Suprema austriaca è chiara: il commercio di dati è sempre stato illegale. La Corte Suprema austriaca ha ora risolto definitivamente la questione in diversi procedimenti civili avviati dall’ avvocato viennese Robert Haupt, indipendentemente da noyb: le agenzie di informazioni creditizie non possono raccogliere dati personali da un editore di elenchi che li elabora a fini di marketing.

Robert Haupt, avvocato che ha ottenuto ragione nel procedimento dinanzi alla Corte Suprema austriaca contro CRIF: «Purtroppo, come ricorrente in un procedimento di questo tipo, bisogna essere pronti ad affrontare un percorso lungo. Tuttavia, è ormai definitivamente stabilito che i dati provenienti da editori di indirizzi non devono essere utilizzati per il credit scoring.»

noyb rafforzata l’azione collettiva. Queste sentenze migliorano le prospettive di successo per noyb, poiché l’illegalità delle azioni di CRIF è stata ora confermata dalla Corte Suprema su un punto fondamentale. Le persone interessate possono ora registrarsi per partecipare all’azione collettiva. Se la causa avrà esito positivo, prevediamo un risarcimento di circa 500 euro per ogni persona che sia stata inserita illegalmente nella banca dati o a cui sia stato attribuito un «punteggio».

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