Lettera aperta: una coalizione della società civile esorta l’UE ad abolire il banner sui cookie!

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GDPR Policy
 /  10 September 2026

Per una volta, i legislatori dell’UE hanno l’opportunità di offrire ai cittadini una vera semplificazione: una soluzione al problema ricorrente dei banner sui cookie fuorvianti. Nell’ambito del suo pacchetto “Digital Omnibus”, oggetto di accese polemiche, la Commissione europea ha proposto l’introduzione di segnali automatici sulla privacy giuridicamente vincolanti. Questi consentirebbero di impostare le proprie preferenze in materia di privacy una sola volta, per poi vedere molto raramente un altro banner. Purtroppo, il settore del tracciamento sta opponendo resistenza. Per questo motivo, una coalizione composta attualmente da 19 organizzazioni della società civile, imprese e esponenti del mondo accademico ha unito le forze. Esortiamo la Commissione, il Consiglio e il Parlamento a sostenere i segnali automatici per le scelte relative alla privacy e un articolo 88 ter forte nel pacchetto «Digital Omnibus».

Woman sits in front of a laptop. There are several consent banners popping out of the screen, symbolising the overboarding amount of such banners.

L'utilizzo di Internet è diventato una vera seccatura. Anche azioni semplici, come l'apertura di un sito web o di un'app, spesso richiedono agli utenti di cliccare su banner di consenso fuorvianti prima di poter visualizzare il contenuto effettivo. Per le persone meno esperte di tecnologia, ciò può rendere impossibile rifiutare il tracciamento online.

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire l’onnipresenza dei banner di consenso, questi non sono richiesti dalla legislazione dell’UE. Infatti, nell’Unione europea, il tracciamento online è vietato per impostazione predefinita. I banner di consenso sono invece uno strumento di conformità ingannevole utilizzato dall’industria del tracciamento, progettato per indurti con l’inganno a rinunciare ai tuoi diritti. In altre parole: questo sistema è viziato fin dalla sua concezione.

Cláudio Teixeira, responsabile delle politiche digitali presso l’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), ha dichiarato: «I segnali automatizzati sono l’unica proposta contenuta nell’Omnibus digitale della Commissione volta a semplificare effettivamente la vita dei consumatori. È quindi estremamente preoccupante constatare che i responsabili politici stiano valutando di abbandonare questa proposta. Con questa campagna, intendiamo lanciare un segnale forte da parte di tutta la società civile: la semplificazione non deve avvenire a scapito dei nostri diritti. Il rafforzamento dei diritti dei consumatori dovrebbe essere una priorità per i responsabili politici.”

Una vera semplificazione, servita su un piatto d’argento. Nell’autunno del 2025, nell’ambito di una più ampia riforma legislativa (Digital Omnibus), la Commissione europea ha finalmente proposto una soluzione a questo problema: segnali automatici giuridicamente vincolanti che comunichino le preferenze in materia di privacy degli utenti (accettare, rifiutare o limitare il tracciamento) tra il loro dispositivo e i siti web o le app. Questa proposta è stata inserita tramite l’articolo 88 ter del GDPR.

L’idea non è né nuova né complessa. Il vostro browser segnala già automaticamente altre preferenze ai siti web, ad esempio la lingua preferita. Persino la California, sede della maggior parte delle aziende tecnologiche, e molti altri Stati degli Stati Uniti, impongono già per legge l’uso di tali segnali per comunicare le preferenze in materia di privacy. Soluzioni tecniche sono disponibili anche in Europa, ad esempio «ADPC»“navigator.consent”.

Itxaso Dominguez de Olazabal, consulente politico presso European Digital Rights (EDRi), ha dichiarato: «La privacy è un diritto fondamentale e le persone non dovrebbero essere costrette a districarsi tra infiniti banner per esercitarlo. L’ePrivacy e il GDPR proteggono già i cittadini, ma il settore ha trasformato i banner di consenso in un labirinto di clic. L’articolo 88 ter potrebbe finalmente rendere le scelte in materia di privacy semplici e significative. Affinché ciò avvenga, è necessario che i legislatori dell’UE difendano le scelte delle persone in materia di privacy senza alcuna scappatoia deregolamentativa.”

La lobby del tracciamento si batte per mantenere lo status quo. Si puòaffermare con certezza che i segnali automatici sulla privacy porterebbero una semplificazione reale e tangibile per i cittadini europei, risparmiando loro centinaia di milioni di ore attualmente dedicate ogni anno ai banner di consenso.

Il settore del tracciamento, tuttavia, sta attualmente facendo tutto il possibile per mantenere il banner dei cookie e impedire alle persone di esprimere in modo efficiente le proprie preferenze in materia di privacy. A seguito delle pressioni guidate da Google, diversi Stati membri stanno ora bloccando la proposta della Commissione UE e il Consiglio ha attualmente rimosso l’articolo 88 ter dalla propria posizione. Ma c’è ancora speranza. Al Parlamento europeo sono stati presentati emendamenti costruttivi per mantenere e migliorare l’articolo 88 ter e i segnali automatici.

Ursula Pachl, responsabile delle politiche di noyb, ha dichiarato: «Sarebbe assurdo se i decisori responsabili rifiutassero l’opportunità di migliorare in modo significativo l’ambiente digitale per tutti. Non c’è alcuna giustificazione valida per abbandonare la proposta della Commissione relativa all’articolo 88 ter e per mantenere l’attuale disastro del banner sui cookie. Questo è il momento della verità per l’UE, che deve dimostrare a quali valori tiene e quali sono le sue priorità.»

Eliminare il banner sui cookie. Le 19 organizzazioni della società civile, accademici e imprese firmatari invitano pertanto il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione a sostenere l’articolo 88 ter del Digital Omnibus, a eliminare il banner sui cookie e a rafforzare il diritto fondamentale alla protezione dei dati e alla privacy di tutti i cittadini dell’Unione europea.

Logos of all organisations that have signed the open letter

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